Intelligenza Artificiale e professione forense: l’IA non può sostituire l’avvocato

Studio Reichel Milano

Intelligenza Artificiale e professione forense: l’IA non può sostituire l’avvocato

  • Categoria dell'articolo:AI
  • Tempo di lettura:1 min di lettura
  • Ultima modifica dell'articolo:26 Giugno 2026

L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità anche per il mondo delle professioni legali. Tuttavia, come ogni strumento innovativo, richiede competenza, senso critico e soprattutto responsabilità.

Una recente vicenda esaminata dal TAR della Lombardia ne è un esempio emblematico.

Un avvocato ha depositato un atto contenente richiami a sentenze risultate inesistenti, verosimilmente generate da un sistema di intelligenza artificiale. Citazioni apparentemente corrette nella forma, ma prive di qualsiasi riscontro nella realtà. Per tale ragione, il Tribunale ha disposto la trasmissione degli atti al competente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.  

L’episodio conferma un principio fondamentale: l’intelligenza artificiale può costituire un valido supporto all’attività professionale, ma non può mai sostituire il giudizio, la preparazione, l’esperienza e la responsabilità dell’avvocato.

Per questo motivo, nel nostro Studio ogni riferimento normativo e giurisprudenziale è sottoposto a una rigorosa verifica delle fonti. L’eventuale impiego di strumenti di intelligenza artificiale è sempre affiancato da un controllo umano accurato e da un apporto pienamente intellettuale, critico e qualificato, nel rispetto dei più elevati standard di affidabilità, precisione e deontologia professionale.

Doris Reichel